GENESI

Le condizioni di cristallizzazione degli smeraldi possono essere ricondotte in prima approssimazione a due gruppi. Il primo basato sull'interazione tra rocce pegmatitiche, ricche in quarzo e feldspato potassico, e rocce basiche od ultrbasiche quali scisti e serpentini. La reazione metasomatica che si sviluppa provoca un elevato innalzamento della temperatura e porta i due sistemi reagenti ad uno stadio prossimo alla fusione. In queste condizioni alcuni elementi possono migrare da un sistema all'altro. Nel caso in esame elementi quali Magnesio, Cromo e Vanadio, mobilizzati nel sistema basico (scisto o serpentino), possono migrare e diffondere nel sistema acido (pegmatite) dando luogo alla cristallizzazione di smeraldo. Tale processo di formazione è caratterizzato da una geochimica regolata dalla reazione metasomatica in ambiente pneumatolitico-idrotermale a circa 500°C.
Il secondo gruppo è costituito da quei depositi formatisi in aree caratterizzate da alta attività tettonica ricche di faglie, pieghe e fratture. L'interazione tra i fluidi idrotermali circolanti nel sistema di fratture e le rocce incassanti può portare alla formazione di smeraldi. Bei cristalli con qualità gommifere possono essere trovati in vene quarzose che riempiono pieghe e faglie.
Parecchi tipi di rocce possono interagire coi fluidi acidi che circolano attraverso le fratture per dar luogo a precipitazione di smeraldo. Ciascuna di queste differenti rocce offre distinte peculiarità alla reazione di formazione dello smeraldo e ciò le porta a costituire un sottogruppo particolare del principale. Come nel primo gruppo la reazione che dà luogo alla formazione dello smeraldo è sempre di tipo metasomatico.