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La bambina che ha ispirato SMATCH

In una teca con temperatura e umidità controllata nel sotterraneo del Museo Nazionale Romano a Palazzo Massimo alle Terme

Nei sotterranei del Museo Nazionale Romano nel Palazzo Massimo alle terme, in una teca a temperature e umidità controllate, giace la mummia di una bimba di otto anni vissuta nel secondo secolo A.D.. E’ nota solo con il nome di Mummia di Grottarossa, dal nome del luogo, a nord di Roma, dove fu ritrovata nel 1968.

La fanciulla, di razza caucasica, era probabilmente originaria dall’Italia settentrionale o centrale. Il suo corpo è stato imbalsamato secondo procedimenti derivati dall’Egitto, non asportando cervello e viscere che si possono osservare mediante indagini di tomografia computerizzata. Probabilmente vissuta in Egitto anche se non ci sono prove che vi sia morta. Presenta memoria di varie infezioni e di carenze nutrizionali. Delle linee trasversali osservate nelle ossa lunghe (linee di Harris) rivelano i periodi di malattia e di guarigione. A causarne la morte è stata una fibrosi pleurica bilaterale. La fanciulla di Grottarossa, però, non era povera come il suo stato di salute potrebbe indicare. Vicino a lei, infatti, è visibile il sarcofago finemente decorato in cui è stata sepolta e in esso, vicino a lei, c’erano preziosi gioielli che costituiscono il suo corredo funerario. I suoi preziosi ornamenti hanno condotto la Bambina di Grottarossa nel sotterraneo del Museo che custodisce una collezione di gioielli antichi e di monete. Alle pareti della stanza, in penombra per non danneggiarne i fragili resti, sono esposti in teche di vetro le pietre preziose molte delle quali sono smeraldi.





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