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Smeraldi

Gli studi condotti da ricercatori italiani e stranieri per individuare l’origine delle gemme hanno portato all’organizzazione culturale nota come SMATCH.


Fra tutti gli oggetti rinvenuti nel corso di scavi archeologici, le pietre preziose sono sicuramente le più rare, enigmatiche e intriganti. La loro classificazione è molto più difficile di quella di oggetti più comuni e di conseguenza molte gemme archeologiche sono esposte senza informazioni sul loro contesto, o su dove e quando sono state trovate. In questo progetto, i membri della associazione forniscono una interpretazione organica integrando informazioni archeologiche e storiche con dati derivanti dalla analisi scientifica di ogni campione. I loro sforzi convergono nello studio delle pietre verdi, includendo gli smeraldi per identificarne il luogo di provenienza, per caratterizzare campioni provenienti da miniere attive nell'antichità, per suggerire i possibili strumenti e i procedimenti usati per la loro estrazione o per la realizzazione di gioielli e per suggerire le possibili vie di scambio e commerci tra popoli antichi. Solo una collaborazione interdisciplinare può portare ad una esatta e completa identificazione di tecniche, date e origini mentre il minuzioso ed accurato esame di ogni pezzo può aiutare a distinguere il falso dall'autentico. Uno studio scientifico delle pietre che ornano gioielli di epoca romana, e in particolare delle pietre rinvenute negli scavi delle zone devastate dalla eruzione del Vesuvio del 79 A.D., forniranno nuove informazioni sui singoli oggetti e una migliore comprensione della tecnologia e della storia economica dell'Impero Romano. Il progetto è la continuazione del processo iniziato da Teofrasto, discepolo di Aristotele, che descrisse gli smeraldi e il loro "strano potere" nel suo περι λιτων (perì liton), e di Plinio il Vecchio che nella sua Storia Naturale identificò dodici tipi di smeraldi (smaragdus) classificandoli in base alla regione di origine.

La descrizione della eruzione del Vesuvio vista dagli occhi di un testimone si ha leggendo la lettera che Plinio il Giovane inviò al grande storico romano Tacito. Tacito la conservò aggiungendo dettagli del suo tempo e della sua propria storia.





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